Comunicazione digitale strumento di libertà

Augusto Bisegna
a cura di Augusto Bisegna

Comunicazione digitale strumento di libertà

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La mia generazione, quella di chi è nato negli anni Settanta, sarà sicuramente l’ultima ad aver chiara, come scrive il filosofo Luciano Floridi, la distinzione tra la vita on-line e quella off-line. Le innovazioni introdotte dalle tecnologie digitali della comunicazione hanno rivoluzionato il contesto della comunicazione, dal punto di vista della fruizione delle notizie ma anche della velocità con la quale si diffondono. Se da una parte si è abbassata la soglia di accesso all’informazione, dall’altra si è ridotta la profondità di approvvigionamento delle notizie, al pari della capacità di districarsi nella loro mole.

Il sindacato non può evitare di fare i conti con questa realtà in continua mutazione; anzi, alla necessità del rinnovamento di sé e delle proprie politiche di rappresentanza deve affiancare la capacità di maneggiare i nuovi strumenti comunicativi, sul piano sia tecnico che dei contenuti, per acquisire un “nuovo modo di parlare” che veicoli quell’idea fondativa: “insieme per promuovere giustizia”.

In questi anni, la concimazione feconda svolta da una parte del populismo sindacale nei confronti del populismo politico ha sedimentato un disfattismo, nutrito di demagogia e disinformazione, che toglie spazio a un sindacalismo innovativo, riformista e attento al merito come quello della Fim Cisl. Gestendo l’Ufficio stampa nazionale della Fim Cisl, ho seguito centinaia di vertenze di rilevanza nazionale: penso a Fiat, Ilva, Alcoa, Ast di Terni, Whirlpool, per citare le più grandi, registrando sempre lo stesso comune denominatore. Il lavoratore, per poter esistere nei media mainstream, doveva compiere gesti disperati, ora individuali, come salire sui tetti dei capannoni, ora collettivi, causando problemi di ordine pubblico, come bloccare strade, autostrade, aeroporti (è successo con la vertenza Alcoa).

Nel rapporto tra le organizzazioni sono stati esasperati gli scontri e le contrapposizioni, riservando la spiegazione delle ragioni sempre e solo a una parte, in genere la più “populista”, in cerca di applausi in tv o tra i lavoratori, recitando un cliché collaudato quanto innocuo rispetto alla complessità dei problemi, che montava rabbia senza preoccuparsi di raccoglierla e darle forma, incapace di tradurre la protesta in proposta e accordi utili per i lavoratori (perché un mondo complesso richiede anche soluzioni complesse).

Il digitale ci ha aiutato non poco a uscire da questo cortocircuito mediatico. Non è stato facile anche per le interne resistenze al cambiamento e per la percezione della comunicazione come laterale rispetto all’attività sindacale. Negli anni si è compreso che in un ecosistema sociale come quello digitale tutto si tiene: non è più sufficiente fare un buon contratto se non lo si comunica bene all’interno e all’esterno. Oggi basta fare una passeggiata nelle fabbriche a ora di pranzo per vedere come i lavoratori, tutti, sono intenti a compulsare i loro smartphone.

È dentro a questa realtà che dobbiamo stare sempre più anche noi, con i nostri valori di solidarietà, con le nostre informazioni e le nostre idee. La svolta è arrivata con l’attuale segretario generale della Fim Cisl Marco Bentivogli, attraverso il progetto “Fim2.0” che ha completamente rinnovato la strategia comunicativa dell’organizzazione. Siamo stati i primi in Italia a farlo nel sindacato; alle classiche assemblee, che restano comunque centrali, e al ruolo dei nostri delegati di fabbrica, decisivi nel rafforzare i legami organizzativi, abbiamo aggiunto la “crossmediale” del messaggio, unita alla velocità nella comunicazione, all’uso dei social network, con attenzione non solo al contenuto ma anche alla grafica, all’analisi dei dati, alle infografiche, ai video.

Questo ci ha permesso di conquistare autorevolezza nel mondo dei media per quanto riguarda il lavoro, ma soprattutto ha contribuito alla risoluzione di diverse vertenze e, inoltre, di cambiare la mentalità organizzativa e comunicativa.

Sono aspetti che fino a qualche anno fa non erano assolutamente scontati e che continuiamo a potenziare.

Dall’11 al 13 febbraio a Milano insieme a Fastweb Digital Academy, abbiamo organizzato il primo corso per dirigenti sindacali su digital transformation della “Fabbrica Futuro”. Un percorso di re-skilling e upskilling per continuare a formare i nostri dirigenti e lavoratori su Digital Skills & Personal Branding, Cyber Security, Cloud Computing, 5G, Internet of Things & Artificial Intelligence, Blockchain e Distributed Ledger.

Insomma, una modernizzazione del valore dell’informazione come strumento di libertà e resistenza a coloro che puntano, invece, al superamento dei fatti, sostituiti da semplici contenuti propagandistici che minano le basi democratiche del nostro stare insieme a cui non ci rassegniamo.

Augusto Bisegna
a cura di Augusto Bisegna

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