Federico Broccoli Ceo Biesse Group

a cura di Marco Costante

Federico Broccoli Ceo Biesse Group

DSC06293

Condividi l'articolo

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email

Tag

UOMO, MACCHINA
Formazione e innovazione

 

Reputation Review questo mese ha incontrato Federico Broccoli, CEO per l’America e Canada di Biesse Group, multinazionale attiva nel settore delle tecnologie per la lavorazione di legno, pietra, vetro e metalli.

Insieme abbiamo parlato di formazione e lavoro in Nord America.

Reputation Review ha dedicato il numero 18 alla formazione. Partiamo da questo tema: che tipo di formazione offre la vostra azienda in Nord America?

Abbiamo un programma formativo rivolto ai nostri clienti, che è obbligatorio per i dipendenti delle aziende che opereranno con le nostre macchine. Ogni settimana accogliamo decine di operatori per offrire loro corsi da  40 ore che partono dal disegno su CAD e arrivano a insegnare come eseguire operazioni hands-on sui nostri macchinari.

Negli schemi tradizionali, la formazione è quasi esclusivamente percepita come fatto interno all’azienda. Formando i vostri clienti, cercate di portarli all’interno del product development e di fidelizzarli? E quanto è importante questa dinamica per differenziare Biesse all’interno del segmento “macchine per la lavorazione del legno”?

È fondamentale. La chiave per il successo risiede proprio nel differenziarsi. Non solo per la qualità e la tecnologia d’avanguardia del prodotto, ma soprattutto per come lo si vende e come si serve la clientela. La formazione è parte integrante del processo. La vera relazione col cliente, infatti, parte alla consegna della macchina, è lì che un’azienda si dimostra affidabile.

Si dice spesso che, a livello percettivo, il rapporto post-sales deve configurarsi come una partnership col cliente. Un rapporto così, però, va costruito giorno dopo giorno gestendo e prevenendo i bisogni del cliente.

La formazione basta per venire incontro a questa esigenza?

Il rapporto col cliente non può limitarsi a quelle 40 ore per l’ottenimento di una patente. Abbiamo perciò cercato una risposta nell’innovazione. Tutti i nostri macchinari sono collegati a SOPHIA, la piattaforma Internt-of-Things che abbiamo sviluppato con Accenture e che dà ai nostri clienti l’opportunità di accedere a un’ampia gamma di servizi che razionalizzano la gestione dei processi di lavoro. La parola chiave è predittività: i sensori IoT installati sulle macchine permettono la raccolta, l’analisi e l’invio in tempo reale di dati a Biesse e agli operatori delle aziende-clienti. Questo genera risposte proattive a criticità potenziali per i macchinari, un’assistenza continua e l’opportunità di puntare alla massima efficienza. Oggi la prestazione ottimale non si raggiunge spingendo il macchinario al massimo finché non si dovrà fermarlo per le riparazioni, ma piuttosto mantenendolo operativo più a lungo puntando sull’efficienza. Siamo stati i primi nel nostro settore ad offrire tutto questo.

E la formazione interna dei vostri tecnici come avviene?

Per le risorse interne c’è la Service Academy, il nuovo Centro di Formazione dedicato a tutta la rete Service di Biesse.  Cerchiamo in particolare di valorizzare i Junior, cioè tutti quei giovani entrati da poco in azienda nell’ambito Service che devono rapidamente acquisire le competenze necessarie per svolgere interventi tecnici in autonomia o per andare in affiancamento ai tecnici più esperti. È per questo che a Pesaro, in un complesso dotato di 7 classi, un laboratorio e grandi spazi per le macchine, offriamo alle nostre risorse corsi di meccanica, pneumatica, elettrotecnica, automazione, lavorazione del legno, installazione e manutenzione.

L’approccio delle nostre HR è profondamente meritocratico: tutti i tecnici Biesse sono profilati dal punto di vista professionale, con la registrazione del loro percorso, dei loro punti di forza e del loro livello formativo. Certificazioni, valutazioni interne e reviews costituiscono il nostro metro di giudizio per l’avanzamento di carriera. Questo motiva le nostre persone a coltivare passione per il service e crea un’aura di trasparenza e meritocrazia che viene molto apprezzata dai clienti.

Qual è stato il ruolo dell’America in questa evoluzione?

Io sono nella sede di Charlotte dal 1999 e Biesse America già da allora faceva training ai clienti. L’America ha ispirato il resto del gruppo a investire sulla formazione e non c’è più una nostra filiale che non abbia un training center locale. Oggi, se non formi i più giovani, sei destinato al fallimento. Il lato umano è tutt’altro che intangibile.

Quindi ci vogliono ancora gli uomini per guidare le macchine, anche se a volte sembra si vada verso l’opposto?

Certo, però questi uomini si devono evolvere. Un tempo un tecnico con un tester, un cacciavite e un martello, poteva cambiare il mondo. Oggi si deve partire da conoscenze ingegneristiche molto più ampie. Ed è lì che noi ci differenziamo, perché grazie al training offriamo un servizio impeccabile, che è la vera forza di chi vende beni industriali.

La vostra crescita in America ha avuto un maggiore sviluppo in verticale, con un cliente che cresce insieme a voi aumentando capacità produttiva e linee di produzione, oppure in orizzontale, con più player entrati in quello spazio?

Nel tempo la dinamica d’espansione è cambiata. Ci siamo stabiliti in North Carolina perché c’erano grossi clienti del settore del mobile che hanno comprato sempre più macchine. Così ci siamo fatti le ossa in verticale. Poi, nell’evoluzione della nostra filiale, c’è stata una fortissima espansione orizzontale, perché abbiamo creato prodotti sempre più accessibili. I primi anni li abbiamo passati a comprendere l’America e i suoi bisogni. Siamo sopravvissuti allo shock culturale e, sicuri dei nostri mezzi e dei nostri prodotti, abbiamo cominciato a fare espansione commerciale.

Oggi il North Carolina è solo una porzione del nostro fatturato. Anzi, potremmo potenzialmente avere la nostra filiale in uno qualsiasi dei 35 Stati in cui siamo presenti.  L’America è stata una bella sfida che ha fatto crescere molto Biesse. Il cliente nordamericano medio non è un maestro di manutenzione preventiva, anzi vuole mettere sempre davanti alle macchine personale poco specializzato ed economico. Siamo riusciti a fare breccia in un mercato che pretende molto e vuol dare poco alla macchina.

a cura di Marco Costante

Condividi l'articolo

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email

Scopri il numero completo

Acquista la tua copia di Reputation Review per scoprire tanti altri contenuti
L'unica rivista italiana dedicata alla Corporate Reputation

Scopri l'ultimo numero

Interviste, storie di successo e l'attesissima classifica della reputazione delle testate giornalistiche.
In evidenza

Ultimi articoli

La REPUTAZIONE è tutto

Scopri l’unico metodo in Italia per la gestione della Reputazione tua e della tua organizzazione

Social

Categorie