Graziella Bragaglio Presidente Leonessa Basket Brescia

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a cura di Mariachiara Avignone

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Una Reputazione a prova di canestro

 

Graziella Bragaglio, presidente del Leonessa Basket Brescia, ci spiega in questa intervista come si relazionano sport e reputazione nell’ambito di una squadra di serie A.

Com’è iniziato il suo percorso nel mondo del basket?

Devo tutto a mio marito, Matteo Bonetti. Lui ha ricoperto tutti i ruoli possibili nella pallacanestro, ha giocato, allenato, arbitrato, e infine ha fatto il dirigente. E mi ha trasmesso fin da subito la sua grande passione per questo sport. Nel 2006 ho iniziato ad occuparmi con lui del progetto Brescia, e insieme abbiamo creato una piccola società dal nome Virtus Brescia. Siamo partiti dal mondo giovanile, per costruire un percorso verso i massimi livelli.

Ci racconti la storia del Leonessa Basket, allora.

Mio marito Matteo cominciò nel 2001 a Cremona partendo dal campionato di Promozione, anno dopo anno la società vinse tutti i campionati arrivando alla serie A Dilettanti. In quel momento l’allora sindaco di Brescia Adriano Paroli ci convocò proponendoci di riportare il grande basket in città, da troppi anni se ne sentiva la mancanza. Sembrava una pazzia, ma partimmo per questa meravigliosa impresa con passione e una buona dose di coraggio. Ricordo ancora oggi la prima partita in A Dilettanti, con 400 spettatori. Quando oggi vedo oltre 5 mila persone sugli spalti mi sembra un sogno. È un risultato eccezionale.

Quali ingredienti vi hanno portato alla vittoria del primo scudetto di A Dilettanti?

Lo scudetto si raggiunse al secondo anno di attività, e nacque da quella che potremmo definire “la chimica giusta”. Una miscela che non sempre si riesce ad ottenere nello sport, fatta da una squadra di atleti fantastici, affiatati e passionali. Partimmo ultimi e vincemmo tutte le partite, unici nella storia dei play-off di A Dilettanti. Tutte queste vittorie portarono un grande entusiasmo aumentando sempre di più la voglia di grande basket.

Che rapporti ha oggi con il suo team sportivo?

Vivo il team come una famiglia, voglio portare sempre positività ed ottimismo. A volte devo essere dura, ma cerco sempre di trasmettere buone energie. Penso ad esempio al mio rapporto col cestista Luca Vitali, appena arrivò a Brescia ci siamo scontrati, poi però siamo entrati in sintonia. Oggi è al suo quarto anno in squadra e ha deciso che concluderà la sua carriera di giocatore nella nostra città. È il testimonial del settore giovanile, con lui abbiamo battuto tutti i record della storia della pallacanestro bresciana.

Come si fa a mettere insieme una squadra di successo?

Programmazione, determinazione, motivazione, ambizione, sono gli ingredienti che portano al raggiungimento di una chimica perfetta. Bisogna essere capaci di mettere insieme la società sportiva, i partner, le istituzioni, lo staff, gli atleti, i tifosi. Da soli si va più veloci, ma insieme si arriva più lontano.

Che cosa hanno in comune il mondo dello sport e quello del management?

Il mondo dello sport oggi è sempre più fatto di management. Il Leonessa Brescia ha costruito un suo modello gestionale con aree di lavoro ben definite e competenze precise nel settore amministrativo finanziario, in quello sportivo, nel marketing e nella comunicazione, negli eventi e nel settore giovanile.

Come si costruisce la reputazione di una squadra sportiva?

Occorre dimostrare che la programmazione della società è finalizzata ad un progetto molto serio e preciso. Faccio un esempio: il Basket Brescia quest’anno ha avuto la “wild card” in Eurocup (il permesso o invito a partecipare anche se non si è qualificati, ndr). Se non avesse avuto una reputazione importante non sarebbe arrivata. Abbiamo lavorato con grande impegno per ottenere questo straordinario risultato. E il nostro progetto “One Team” in collaborazione con l’Università Cattolica di Brescia, il progetto Icaro basket per gli atleti diversamente abili e il nostro settore giovanile sono stati apprezzati dai vertici di Eurocup.

Cosa vede nel futuro del Leonessa Basket?

Mi piace immaginare che sia luminoso, ma per il momento io e mio marito godiamo di quelli che consideriamo il nostro vero “scudetto”, ovvero le migliaia di persone che ogni domenica affollano la nostra nuova casa, il PalaLeonessa, che abbiamo inaugurato proprio nella stagione 2018-19. E poi i record che abbiamo battuto, anche perché per la prima volta nella storia della pallacanestro cittadina il Brescia giocherà per il quarto anno consecutivo in A1 e per il secondo in Europa. E proviamo molto orgoglio per tutto questo.

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