La tecnologia al servizio dell’uomo

Risorsa 1
a cura di Redazione

La tecnologia al servizio dell’uomo

bg_app

Condividi l'articolo

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email

Tag

Hit Refresh

 

Nel libro Hit Refresh, una pagina nuova, edito  in Italia da ROI edizioni nel 2018, il CEO di Microsoft Satya Nadella spiega come la tecnologia a suo parere migliorerà il mondo.

Satya Nadella viene assunto in Microsoft nel 1992, ne diventerà CEO nel 2014, mai pentendosi di esserci entrato. Decide di unirsi a Microsoft perché voleva far parte di una azienda che sentisse la missione del cambiamento del mondo. All’epoca, l’unico vero rivale di Microsoft era IBM, poi con il passare del tempo la competizione aumentò, purtroppo a sfavore di Microsoft. In un giornale di satira, il gruppo intero fu disegnato come una banda di criminali che si puntavano le pistole uno contro l’altro e per Nadella era un segnale impossibile da ignorare anche perché, attraverso quella pubblicazione, era stato reso visibile all’esterno.

Quando fu nominato CEO, decise di condividere con i dipendenti la sua priorità assoluta: modificare e rinnovare la cultura aziendale, rimuovendo le barriere all’innovazione. Subito dopo aver avuto l’incarico di CEO, mise all’opera un esperimento. Ogni settimana i massimi dirigenti della compagnia si incontravano per raccogliere le idee e discuterne. Nadella stesso aveva fatto parte di questi incontri quando Steve Ballmer occupava la poltrona di CEO. Ma lo scopo di Nadella era un altro: voleva far rivivere la passione dei primi albori di Microsoft, quelli di Bill Gates. Ecco come procedette.

Qualche giorno prima, la squadra di football Seattle Seahawks, aveva vinto il Super Bowl. La vittoria era attribuita a una condizione mentale perfetta degli atleti. Il coach Pete Carroll aveva ingaggiato uno psicologo di nome Michael Gervais, specializzato in percorsi di consapevolezza personale e professionale necessari a ottenere alti livelli di prestazioni. Il suo approccio era simile al Kumbaya (canto spirituale di autore incerto, originario degli Stati Uniti d’America, scritto negli anni ‘30) e fu capace di coinvolgere gli atleti della squadra di football e portarli alla vittoria.

Nadella fece sperimentare lo stesso approccio a Microsoft: invece di tenere le riunioni nelle sale conferenza, decise che si riunissero senza cellulari in campi all’aria aperta sotto la supervisione dello psicologo Michael Gervais. A tutti, lo psicologo chiese: «siete interessati a vivere una esperienza individuale straordinaria?». Tutti annuirono. Lo psicologo afferrò l’occasione e disse: “bene, allora ho bisogno di un volontario”, ma nessuno si alzò. Lo psicologo allora esclamò: «perché nessuno si alza? Non volevate avere una esperienza unica?». Senza l’ausilio dei cellulari su cui concentrarsi, iniziarono a fissare le scarpe e ad accorgersi che mancavano di qualcosa.

Michael Gervais incoraggiò quindi a condividere le loro passioni e li spinse a riflettere su chi fossero, come connettevano il lavoro alla loro vita e li fece parlare uno ad uno. Quando toccò a Nadella, egli raccontò al gruppo della sua famiglia, del figlio malato, dei genitori che con la loro forza lo avevano cresciuto ed educato. Punta quindi il suo discorso narrativo soprattutto sulle modalità apprese per imparare e immagazzinare nella sua vita l’empatia e il momento esatto in cui per la prima volta nella vita dovette seriamente pensarci. Lo fece quando una volta un suo collega gli porse questa domanda: «cosa faresti se, camminando per strada, incontrassi un bambino che piange?» e Nadella disse: «chiamerei il 911….».

«caro mio, hai bisogno di capire cosa è l’empatia: se il bambino piange, semplicemente prendilo in braccio!!!».

La strategia di Satya Nadella improntata sulla cultura aziendale e sul costruire fiducia. Il nuovo slancio di Microsoft può essere spiegato come un riscoprire l’anima stessa dell’azienda.

Satya Nadella pone a sé stesso domande e le descrive come una mappa, anche per la mente dei dipendenti.

– Qual è la mia visione?

Quale strategia uso per ottenere i miei risultati?

– Cosa è il successo e dove inizia per me?

La prima risposta su cui si concentra Satya Nadella è la cultura aziendale e la necessità di costruire la fiducia dal di dentro e poi di conseguenza fuori la compagnia: questo perché rimarrebbe troppo facile continuare a vivere nel passato e sentirsi re, ma in un regno minacciato da forze esterne.

Non viviamo più in un mondo focalizzato sul Personal Computer: riceviamo le informazioni in un altro modo perché oggi i computer raccolgono dati e li trasformano in conoscenza. Viviamo quindi, e non dobbiamo dimenticarlo, in un mondo Mobile and Cloud First, cioè in un mondo dove il Mobile e il Cloud la fanno da padroni.

Quando diventa CEO, Nadella trova una Microsoft stanca ed era necessario ispirare il cambiamento, costruire speranza in un gruppo di persone ormai scoraggiate e corteggiate dalla concorrenza.

L’autore ricorda un libro del 1970, The Soul of a new Machine di Tracy Kidder. Un libro che lo aveva ispirato perché sottolineava l’importanza di vedere la tecnologia come un collettivo di anime e di sentire la magia del profondo lavoro dei programmatori. L’anima di Microsoft è dare potere alle persone, non solo agli individui ma anche a scuole, ospedali, aziende, agenzie governative, agenzie no-profit, in pratica connettere il mondo e potenziarlo. Troppo facile motivare le persone esacerbando l’invidia contro la concorrenza, per esempio contro Apple o acutizzando il senso di lotta: Nadella sceglie di far cogliere lo scopo di Microsoft che è quello di esistere per costruire prodotti che danno forza agli altri e intensificando l’orgoglio di far parte di essa. Non cercava sostenitori ma cercava il confronto, il dibattito con persone che riescano ad argomentare le loro idee.

Come procedere dunque?

Nel primo anno dopo la sua elezione come CEO, Nadella propose un percorso condiviso con l’intera azienda:

Comunicare in maniera chiara la missione di Microsoft.

Condurre il cambiamento culturale dal primo all’ultimo dipendente e mettere il team giusto al posto giusto.

Costruire alleanze con la concorrenza, dividendosi fette di mercato per soddisfare la clientela.

Essere pronti a saltare sull’onda dell’innovazione e avere come riferimento il concetto di Mobile – Cloud First.

Sostenere i valori intramontabili e ripristinare la produttività in una economia sempre crescente.

La rotta poi descritta prevede anche porsi domande a lungo termine, confrontarsi con tematiche ampie, guardando oltre la situazione attuale cercando di non farsi intrappolare dal Dilemma dell’Innovatore: ma come? Costruendo la strategia di investimento in 3 direttive:

1) accrescere l’attuale potenzialità dell’azienda;

2) diventare un incubatore di nuove idee e prodotti;

3) investire in un’ottica di lungo periodo cercando svolte che portino frutti.

Viviamo in un’era dove l’Intelligenza Artificiale (che è la somma di Big Data, potenza dei computer e algoritmi sofisticatissimi) si sta sviluppando molto velocemente.

Aziende come McDonald’s, Uber, aziende farmaceutiche, persino le tribù dei Nativi Nordamericani cavalcano l’onda per migliorare e potenziare i servizi che offrono e aziende come Microsoft sentono il dovere di procedere accelerando la risposta al mercato. In un futuro non troppo lontano (entro il 2021), l’Intelligenza Artificiale farà parte delle nostre vite, aiuterà le persone a curarsi, diagnosticherà malattie, sarà in grado di insegnare e fare consulenze per un mercato di 16 bilioni di dollari (da una ricerca di Tractica).

Protezione dei dati è la direzione scelta da Microsoft: il dilemma etico tra la protezione della libertà individuale e la sicurezza della società.

Nel Novembre del 2014 i computer della Sony Pictures Entertainment vennero attaccati da un gruppo di pirati informatici sponsorizzato dal governo Nord Coreano. Questo e tanti altri esempi pongono l’attenzione sulla esigenza di proteggere temi come la Privacy, la Sicurezza e la Libertà di Espressione. Ciò che diventa sempre più chiaro è l’esigenza di una nuova convenzione di Ginevra (dopo quella a protezione dei diritti civili del 1949) per affermare nuove norme sulla Sicurezza Informatica chiare in tutto il mondo.

Microsoft, insieme a AOL, Facebook, Google, LinkedIn, Twitter e Yahoo hanno creato una alleanza denominata Reform Government Surveillance per non diventare strumenti del governo americano che cerca di recuperare informazioni forzando le grandi aziende a condividere dati che esse stesse hanno assicurato di proteggere. È un vero dilemma etico e morale stare nel mezzo tra la protezione delle libertà individuali e il diritto alla sicurezza della società civile. La risposta di Microsoft e di Nadella sta nella Fiducia che è la somma di Empatia, Condivisione di Valori, Sicurezza e Affidabilità che il consumatore sa di poter ricevere. Rimane un unico problema irrisolto ed è l’uso di leggi antiquate che non sono in grado di rispondere ai nuovi tempi.

Satya Nadella offre 5 spunti di riflessione ai legislatori:

un sistema legale efficiente che controlli l’accesso al dato;

stringenti protezioni sulla privacy che non vengano però erose in nome dell’efficienza: la privacy non è segretezza, le persone hanno il diritto di sapere come vengono usate le informazioni che condividono;

risolvere i conflitti legislativi tra le nazioni;

fortificare la trasparenza e concedere alle aziende che detengono il dato, normative chiare basate su come poterlo condividere;

promuovere la fiducia attraverso il concetto di sicurezza.

L’uomo al centro e la tecnologia al servizio dell’uomo.

Piuttosto che pensare in termini di Uomo vs Macchina, dobbiamo focalizzarci in primis sui doni che ha l’umanità: creatività, empatia, sensibilità e una vasta gamma di emozioni. Fondere il concetto di fiducia all’interno della tecnologia e, in ultima istanza, ricordare che la tecnologia deve servire l’umanità andando oltre le barriere culturali, razziali ed economiche: massimizzando l’efficienza senza distruggere la dignità delle persone. Rendiamoci conto che non stiamo crescendo né economicamente né in maniera paritaria ed è per questo che abbiamo bisogno di tecnologie che puntano agli obiettivi che ci prefiggiamo anche creando nuove opportunità di lavoro.

Come?

Integrando istruzione con l’innovazione e intensificando questo binomio con la tecnologia, solo così avremo la crescita economica.

Per prima cosa bisogna far in modo che l’accesso a Internet sia globale e alla portata di tutti e su questo punto devono intervenire i governi dei singoli paesi, dimostrando empatia e promuovendo un’economia basata sul miglioramento delle conoscenze.

Sostenere soprattutto a livello locale, puntando su città che vengono potenziate e arricchite.

Alcuni esempi già esistenti: Seattle, oggi sede sia di Amazon che di Microsoft, è un vero punto nevralgico e centro di eccellenza per il Cloud Computing. Abbiamo visto nascere creazioni di StartUp City come Hong Kong e Shenzhen da una idea dell’economista Paul Romer. Sono città che sono cresciute molto, i governi vi hanno investito e oggi sono il centro finanziario per oltre 11 milioni di persone residenti a testa. Promuovono un commercio sostenibile, aprono le frontiere.

Altro punto essenziale è anche incoraggiare e promuovere il capitale umano aumentandone le capacità.

Le ultime pagine inglobano una serie di domande, aperte al dibattito, che Satya Nadella invoca.

Perché esistiamo?

Perché esistono le nostre organizzazioni?

Quali sono i ruoli delle aziende multinazionali nel mondo?

Qual è il ruolo di un leader nelle economie digitali?

Sono quesiti che l’autore lancia costantemente e spera siano domande che tutto il mondo si possa porre. L’economista Richard Baldwin, autore di The Great Convergence, scrisse che l’origine dell’attuale sentimento antiglobalista nelle nazioni ricche del globo risiede nel fatto che la loro fetta di mondo e di guadagno sullo stesso è scesa dal 70% del 1990 al 40% attuale. Le tecnologie unite ai bassi salari hanno spostato l’asse verso la Cina e l’India.

La risposta è dare priorità alla creazione di località economiche in ogni paese e la missione di aziende come Microsoft è quella di supportare le aziende locali con responsabilità affinché, usando proprio la leva della tecnologia, possano fiorire. Come procedere dunque? Sollevandosi dai propri piccoli giardini territoriali e pensando in maniera globale senza paure.

Microsoft è in prima linea nel fornire risorse che sono la base della costruzione di qualcosa che sopravviva nel tempo, offrendo lavoro e crescita: che sia una piccola azienda, che sia una scuola, una clinica o una grande industria, bisogna offrire energia e sostentamento.

Ogni piccola realtà è un microcosmo del mondo, se costruiamo anziché debellare o proteggere, si possono creare grandi cose. La chiarezza di intenti, l’energia e provare a trovare la strada per ottenere il successo fanno in modo che le cose accadono e davvero poi accadono.

Risorsa 1
a cura di Redazione

Condividi l'articolo

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email

Scopri il numero completo

Acquista la tua copia di Reputation Review per scoprire tanti altri contenuti
L'unica rivista italiana dedicata alla Corporate Reputation

Scopri l'ultimo numero

Interviste, storie di successo e l'attesissima classifica della reputazione delle testate giornalistiche.
In evidenza

Ultimi articoli

La REPUTAZIONE è tutto

Scopri l’unico metodo in Italia per la gestione della Reputazione tua e della tua organizzazione

Social

Categorie