Migliora il tuo business prendendo spunto dalla FORMULA 1

Risorsa 1
a cura di Redazione

Migliora il tuo business prendendo spunto dalla FORMULA 1

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Tratto dal libro The Winning Formula: Leadership, Strategy and Motivation the F1 Way (2019) di David Coulthard.

David Coulthard, classe 1971, è stato vice campione di Formula 1 nel 2001. Ha debuttato nella massima serie automobilistica nel 1994 e vi è rimasto fino al 2008. Nel corso della sua carriera ha corso per Williams, McLaren e Red Bull, vincendo 13 Gran Premi.

Lo sport è fonte di ispirazione, unisce le persone, ma è anche un business. Da quel business si possono attingere tante lezioni da applicare alla propria carriera e alla propria azienda o professione.

L’ex pilota britannico David Coulthard, nel libro The winning formula, attraverso esempi e analogie tratte dal mondo dello sport e dalla sua personale esperienza, parla di etica del lavoro duro, dell’espressione del proprio potenziale, del potere della squadra, di customer service, di innovazione, di efficienza, dell’attenzione ai dettagli e della ricerca incessante di guadagni marginali come idea essenziale nel lavoro. La Formula 1 è famosa per essere un ambiente molto impegnativo. È uno sport popolato da persone estremamente motivate, provenienti da ogni angolo del globo.

La Formula 1 è un mondo dove il massimo sforzo è un dato di fatto, e quel dato nasce unicamente da una forte etica del lavoro.

Un esempio di etica del lavoro davvero leggendaria è quello di Michael Schumacher. Quando la gente pensava che fosse a rilassarsi in spiaggia, lui era sulla pista di prova. La sera tardi, quando gli altri piloti erano al ristorante, lui era in fabbrica. La mattina presto, quando gli altri dormivano, era già nella sede centrale per passare del tempo col team. La sua applicazione nelle prove, nel fitness, nello sviluppo, è sempre stata scrupolosissima.

In questo mondo moderno molte persone vogliono un successo immediato ma rimandano il lavoro. Il punto è che senza un duro lavoro non si va da nessuna parte, non importa quanto talento si abbia o quanto originali siano le proprie idee.

Esprimere il proprio potenziale

Una frase che si sente spesso nel mondo dello sport e del business è “sii la miglior versione di te stesso”.

Ma come fare a diventare la miglior versione di sé stessi? Prima di tutto ti serve una strategia personale, cioè bisogna avere una chiara visione dei propri obiettivi per poi rendersi indispensabili. Chi non è indispensabile sarà presto rimpiazzato.

Nella Formula 1 questo senso di precarietà è molto forte. Coulthard racconta per esempio come i piloti siano ben consapevoli che già al momento della firma di un contratto biennale, le carte per il divorzio con la scuderia siano già pronte.

Per rendersi indispensabile non bisogna mai smettere di imparare. La Formula 1 è uno sport che si muove su una curva di apprendimento costante. È uno sport dove i fallimenti sono più numerosi dei successi, e persino il grande Michael Schumacher ha vinto “solo” 91 corse su 301. Il lavoro di un pilota è un processo costante di apprendimento, di miglioramento, di revisione della prestazione. Ciò significa anche essere onesti sugli errori che si commettono.

Per mantenersi su una curva di apprendimento costante bisogna necessariamente mettersi sempre alla prova, ponendosi sempre nuovi obiettivi. Ciò significa porsi costantemente fuori dalla propria zona di comfort, e utilizzare le proprie abilità personali e sociali per adattarsi ed evolvere.

Il rischio

La percezione del rischio è diversa per ciascuno di noi. Coulthard nel suo libro racconta di non aver mai percepito il suo sport come pericoloso. «Non ho mai subito un incidente serio in quindici anni di carriera. Come pilota accetto di combattere in un ambiente violento, fisicamente impegnativo e potenzialmente pericoloso, ma non ho mai avvertito tutto ciò come rischioso».

L’analisi del rischio è strettamente legata alla capacità di prendere decisioni. La cosa peggiore che si può fare nello sport, così come nel lavoro e nella vita, è non prendere decisioni. Lo sport dà ai suoi protagonisti un vantaggio, perché li obbliga a prendere delle decisioni. «La miglior lezione che ho imparato da Ron Dennis (all’epoca presidente della McLaren, che sotto la sua conduzione vinse10 campionati del mondo di Formula 1, ndr) è aspettare di avere tutte le informazioni necessarie e rilevanti prima di decidere. Se stai prendendo una decisione equilibrata, basata sui fatti e su tutte le informazioni disponibili allora stai per definizione riducendo i rischi».

Come costruire un team vincente

«È sicuramente un’esperienza fantastica guidare una macchina leggera e potentissima per le strade di Montecarlo, ma non si tratta dell’esperienza solitaria che tutti immaginano. Il pilota è solo un anello della catena che conduce al successo, il quale richiede uno sforzo di squadra dall’inizio alla fine».

La Formula 1 è davvero uno degli esempi più calzanti del concetto di lavoro di squadra. Solo per il giorno della gara si viaggia con un piccolo esercito di 90/100 persone, e si tratta solo del 15% della forza lavoro. Il restante 85% è quello che sta in fabbrica a progettare e realizzare la macchina, circa 800/900 persone che si occupano di ricerca e sviluppo, progettazione, manifattura, test di qualità, logistica, marketing, amministrazione, ecc. Dato il numero di persone coinvolte è indispensabile che tutti siano assolutamente allineati.

Gli obiettivi ambiziosi sono la base del successo, devono partire dall’alto ed essere condivisi da tutta la catena, per raggiungerli deve esserci una strategia di squadra.

Per strategia si intende una serie di tattiche e di processi supportati da una precisa allocazione delle risorse, con lo scopo di raggiungere un obiettivo. È qui che entra in gioco l’esecuzione. Per realizzare una strategia è necessario che il team esegua ogni aspetto alla perfezione e che sia preparato a cambiare direzione quando è necessario. Avere l’agilità di aggiustare la strategia rapidamente è fondamentale.

La cosa più importante in ogni organizzazione sono le persone. Non va tollerata la media. Tutti i grandi team di Formula 1 sono fatti da persone positive, energizzate, ambiziose e determinate. Bisogna capire qual è il ruolo giusto per ciascuno ed essere in grado di rivedere questi ruoli, perché le persone cambiano. Bisogna dare fiducia e responsabilità, lasciare che ognuno faccia il suo lavoro, incoraggiare i feedback e la discussione.

Tutti devono sentirsi pienamente valorizzati.

L’attenzione ai dettagli

I top performers e i leader di successo sono tutti attentissimi ai dettagli. Soprattutto per quanto riguarda la preparazione di una performance importante: una gara, un evento, una conferenza, un meeting.

«Uno dei più importanti cambiamenti che ho visto nella Formula 1 è il modo in cui possiamo replicare i sistemi in un zambiente virtuale, in modo da sviluppare e raffinare i miglioramenti prima di introdurli in pista, nel mondo reale, essenzialmente prestando immensa attenzione ai dettagli nella nostra preparazione». Allo stesso modo, se per esempio si ha bisogno di prepararsi per uno speech pubblico, non si può farlo nel comfort del proprio soggiorno, ma provando a replicare le circostanze in modo che riflettano esattamente quel momento.

Bisogna prepararsi con dedizione, sperare non è una strategia.

Innovare per vincere

L’innovazione autentica è il vero ossigeno della Formula 1. Stare in questo ambiente significa essere circondato da persone che cercano di pensare in maniera differente. L’innovazione nella Formula 1 è così frenetica che ci si può aspettare aggiornamenti e sviluppi anche da una gara all’altra. Grazie ad una tecnologia intelligente e interconnessa, oggi si può lavorare insieme in una maniera impensabile fino a non molto tempo fa.

È grazie alla telematica e all’analisi dei dati se sono riuscito a vincere il Grand Prix di Monaco nel 2002. Ho lottato con Schumacher e l’ho superato di 1,05 secondi solo perché il mio team è stato in grado di individuare un problema al sistema dell’olio e a trovare una soluzione in tempo reale».

Una cosa che bisogna sempre tenere presente è che non si può innovare da soli, le persone che ci circondano devono sapere di poter proporre idee non ortodosse.

Efficienza, esecuzione e customer service

La Formula 1 non tollera l’inefficienza. Nessuno ha un’energia infinita, dunque per essere efficienti bisogna usare il proprio tempo in maniera produttiva. Lo sport è basato su deadline tassative. Per esempio, in Formula 1 le luci rosse che annunciano la partenza del Grand Prix si spengono a Melbourne alle 2.10 in punto, il terzo weekend di marzo. È un fatto. La gara partirà in orario, con 20 auto, 10 squadre, 60 persone dello staff tecnico per squadra, 20 persone del management, 200 funzionari, 300 lavoratori di pista, 800 media di ogni genere, e sarà seguita in diretta da milioni di persone in tutto il mondo. Tutti saranno pronti precisamente nel momento in cui le luci rosse si spegneranno. «Guarda dove stai andando, non dove sei stato. È una questione di avanzamento, progressione, evoluzione».

Per concludere, eccovi alcuni consigli di David Coulthard:

«Sii sintetico, chiaro e mai ripetitivo, fai il punto e vai avanti. Per essere più efficiente devi imparare ad ascoltare. Non interrompere le persone quando parlano. Evita una terminologia tecnica, di settore o complicata, parla in maniera semplice, è più efficace e meno pretenzioso. Fare bene il proprio lavoro non è promettere di meno per consegnare più di quanto si è promesso. Basta mantenere le promesse fatte. Consegnare in tempo esattamente quello che il cliente si aspetta. Senza efficienza la tua attività fallirà nel consegnare la cosa più importante: il customer service. Che cos’è il customer service? È guardare qualcuno negli occhi, fargli capire che ti importa di lui, che vuoi rispettare le tue promesse, e farlo».

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