Motivare la tua azienda è come una squadra sportiva

sere ok
a cura di Serena D’Andria

Motivare la tua azienda è come una squadra sportiva

continuous line drawing of four jumping happy team members

Un gruppo dei migliori giocatori non fa necessariamente la migliore squadra.Marcello Lippi

Tempo fa mi è capitato di leggere un articolo che calcolava quanto tempo una persona con un’aspettativa di vita di 83 anni, trascorre in media lavorando: 8 anni e mezzo! Ricordo chiaramente che la mia prima reazione fu quella di pensare “caspita, per fortuna amo il mio lavoro”.

Questa breve premessa solo per sottolineare quanto, all’interno di un’azienda, sia di fondamentale importanza che il team lavorativo sia unito e affiatato, sicuramente per il bene dell’azienda stessa, ma anche per una piacevole atmosfera sul posto di lavoro. In effetti però, a pensarci bene, i due aspetti sono strettamente connessi: siamo sicuramente più produttivi quando stiamo bene. Ora chiediamoci che cosa renda piacevole l’atmosfera lavorativa. Esistono aspetti che non possono essere controllati, come ad esempio le relazioni umane interpersonali tra i dipendenti: non possiamo decidere a tavolino con chi andare d’accordo, né evitare antipatie personali. Possiamo però fare in modo che il team sia affiatato. Come? Motivandolo!

Uno degli ambiti in cui la figura che gestisce il team è da prendere da esempio è quello dello sport. Non a caso il termine “coach” non è più associato esclusivamente al mondo sportivo, ma viene usato anche in ambiti professionali diversi, esattamente come il termine “squadra”.

Quali sono i segreti di una squadra sportiva di successo? Come agisce un bravo coach per portare il suo team alla vittoria? Innanzitutto è di grande importanza che i membri della squadra non ragionino individualmente. Nel senso: nessuno può giocare/lavorare per sé stesso, altrimenti non si raggiungeranno mai gli obiettivi del team. Sono questi ultimi a far sì che un’organizzazione abbia successo.

In secondo luogo devono essere chiari e ben definiti i ruoli di ciascun membro. Proprio come sul campo da gioco, anche in un’azienda bisogna stabilire esattamente chi si occupa di cosa, senza creare confusione o fraintendimenti. Questo perché è giusto che ad ogni ruolo corrisponda una responsabilità, aspetto fondamentale sia quando c’è un problema e ne va ricercata l’origine, sia quando va tutto bene, e quindi il buon lavoro di qualcuno merita un riconoscimento. È una cosa fondamentale anche per prevenire eventuali problemi. Se, nonostante i nostri accorgimenti, dovessero verificarsi delle incomprensioni, la figura del dirigente/coach deve risultare presente ma soprattutto giusta e imparziale, in modo da evitare che un dissapore possa tramutarsi in un problema più profondo tra le figure coinvolte.

Per dirla con uno dei più grandi campioni di sempre, il cestista statunitense Michael Jordan: «Con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra e l’intelligenza che si vincono i campionati».

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a cura di Serena D’Andria

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