Paolo Cupola giornalista e presidente delle giurie dell’area giochi Lucca Comics

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a cura di Elisabetta Colangelo

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Lucca Comics & Games

ECCELLENZA ITALIANA NEL MONDO

 

Oltre 250 mila biglietti staccati nell’ultima edizione lo scorso ottobre, con un numero di presenze effettive intorno alle 440 mila: la rassegna Lucca Comics & Games, dedicata ai giochi e al fumetto fin dal 1966, è la più importante del suo genere in Europa e si posiziona seconda nel mondo dopo il Comiket di Tokyo. Come ha costruito la sua Reputazione?

Lo abbiamo chiesto a Paolo Cupola, giornalista e presidente delle giurie dell’area giochi.

Lucca Comics è un’eccellenza mondiale. Come è stato possibile renderla tale?

Innanzitutto va sottolineato che la manifestazione vive di due “anime”, una dedicata al fumetto, l’altra riservata ai giochi, e cioè giochi da tavola, di ruolo e videogiochi. Era nata come un mercatino di fumetti usati, poi è cresciuta sempre di più e il settore giochi si è aggiunto nel 1995, quando i videogiochi sono stati “sdoganati” dall’ingresso dei big della tecnologia come Sony o Microsoft. Mi piace pensare che Lucca Crea, la società che la organizza, negli anni abbia fatto un ottimo lavoro di comunicazione. Gli operatori del settore, poi, avevano una grande necessità di spazi espositivi in cui dare visibilità ai prodotti, e in Lucca Comics hanno trovato un partner ideale.

La Reputazione del brand Disney nel tempo avrà contribuito.

Indubbiamente. Disney è stata presente fin dalle prime edizioni, nell’ultima ha festeggiato con noi i 90 anni di Topolino, e ho visto decine di persone in coda sotto la pioggia per gli autografi dei disegnatori. E anche la parte giochi contribuisce a creare attenzione. Basti pensare a quanto sta facendo parlare di sé il nuovo videogioco Kingdom Hearts 3, in cui Paperino e Pippo accompagnano il giocatore in un viaggio nei mondi disneyani.

Come lavorate oggi sulla vostra Reputazione?

Lucca Comics investe molte risorse per garantire un buon livello reputazionale, che ovviamente riteniamo importantissimo. E per evitare problemi abbiamo un codice etico molto forte, per esempio rispetto al conflitto di interessi, e linee guida piuttosto rigide per quanto riguarda la comunicazione e i commenti sui social.

Fate un monitoraggio?

Non un controllo attivo, soltanto passivo. Abbiamo un organo di vigilanza che quando vengono segnalate eventuali posizioni problematiche si occupa di gestirle.

Quali sono i vostri fiori all’occhiello?

I concorsi sicuramente, perché contribuiscono a creare la Reputazione di chi li vince: il premio Gran Guinigi è considerato l’Oscar del fumetto e uno dei riconoscimenti internazionali più ambiti, i premi Gioco dell’anno hanno un impatto fortissimo sulle vendite dei prodotti, che vengono praticamente triplicate.

C’è qualcosa in cui invece si potrebbe migliorare?

Un settore nel quale c’è bisogno di far crescere la Reputazione è sicuramente quello dei giochi da tavolo, poco sviluppato rispetto all’Europa, forse anche per una questione meteorologica. In media escono circa 400 giochi da tavolo l’anno, e dietro ci sono tante aziende eccellenti che meriterebbero di più. In parte però la responsabilità è degli stessi operatori, che dovrebbero recepire l’importanza di consorziarsi, come fanno i produttori di videogiochi.

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a cura di Elisabetta Colangelo

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