Think different. Oggi più che mai

reputazioneorg-209
a cura di Davide Ippolito

Think different. Oggi più che mai

foto per articolo davide

Condividi l'articolo

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email

Tag

Un piccolo aneddoto che ammanta di curiosità la nascita della casa automobilistica Lamborghini ha aperto la visita formativa organizzata da Federmanager Academy al termine del percorso dello short master su Industry 4.0.

Pare che la molla che spinse Ferruccio Lamborghini a fondare la sua fabbrica di automobili sia stata una discussione piuttosto animata con Enzo Ferrari. Del resto i due erano noti entrambi per un carattere piuttosto forte.

Ferruccio Lamborghini faceva l’imprenditore nel settore dei trattori e le auto sportive erano la sua passione. Possedeva due Ferrari, ma con il marchio del Cavallino non si trovava come avrebbe voluto. Così, nel 1962 andò a Maranello per discuterne direttamente con il patron Enzo.

Il problema della Ferrari, spiegò Ferruccio a Enzo, è la frizione: «troppo piccola» per quelle super car. E gli chiese di studiare una soluzione. Ferrari, però, si infiammò. «È lei che non sa guidare le mie macchine perché è abituato ai trattori, e rompe la frizione» gli rispose.  La replica di Ferruccio arrivò altrettanto veloce e schietta, suonando come una sfida. «Caro ingegnere, allora io non le comprerò più, le sue macchine. Da ora in poi me le faccio da solo, così sono sicuro che saranno come piace a me».

Detto, fatto: un anno dopo Ferruccio aveva fondato a Sant’Agata Bolognese la maison Lamborghini. Il suo scopo era proprio quello di costruire l’“automobile perfetta”.

La storia dietro il mito. La nascita della leggenda. L’esclusività, l’attesa, l’esperienza di acquisto. Lamborghini mette insieme tutti gli ingredienti di un prodotto esclusivo che resiste nel tempo e punta sulla costruzione di una reputazione di ferro. Una reputazione riconosciuta nel mondo.

Dal momento della sua nascita, la maison ha prodotto lo stesso numero di macchine che Toyota realizza in un giorno. Due modelli di “tradizione”: il primo “basic”, che comunque parte da un prezzo di 250 mila Euro, l’altro “premium”, la Huracàn, con l’iconico sportello che si apre verso l’alto. Tutto è fatto a mano e rifinito nei minimi dettagli. Tutto è personalizzabile. Dalla fabbrica escono solo 12 auto al giorno, per avere una bisogna aspettare un anno.

Ed eccolo il segreto di Lamborghini: è lì, in quell’attesa. Nel desiderio lungamente covato e nell’esclusività.

La visita alla linea di produzione delle due sportive Aventador e Huracàn è un sogno, coerente con il messaggio del brand. Ma quando passiamo al reparto nuovo, quello dove si costruisce il SUV Urus, cominciano le perplessità.

La ragazza che ci accompagna spiega che la richiesta di Urus è stata superiore a quanto l’azienda si aspettava. Così la produzione è stata aumentata a 25 auto al giorno, e si conta di raddoppiarla ancora entro l’anno prossimo.

La casa automobilistica sostiene, anche nella comunicazione ufficiale, che il mercato va in quella direzione e bisogna seguirlo.

Noi ci permettiamo di ribattere che, come evidenziato da un’ampia  casistica e sottolineato da Al Ries in Focus, lo studio più importante sul posizionamento di mercato, orientarsi verso il cliente in realtà è un errore.

Il segreto sta invece nel possedere una parola chiave:

Lamborghini = auto supersportiva.

Tutti vorrebbero una Lamborghini, Lamborghini è status. Su questo posizionamento il brand ha costruito il suo mito e guadagnato reputazione. E ora la spende, producendo un SUV che non si differenza affatto sul mercato. Cosa accadrà all’azienda nei prossimi anni? Sarà in grado di mantenere la sua reputazione?

Ma andiamo oltre. Voglio citare Apple e il suo slogan iconico “think different”, che vale forte e chiaro ancora oggi.

Non esiste marketing orientato alla concorrenza. Anzi. Il consiglio è: guarda come si comporta la concorrenza e fai l’esatto contrario.

Secondo uno studio della società americana Qmee, ogni minuto che passa su Facebook appaiono 2 milioni e mezzo di post, quasi 2 milioni di “mi piace” e vengono caricati 350 giga di dati. Contemporaneamente su Twitter compaiono 278 mila nuovi cinguettii, YouTube carica 72 ore di filmati video, Instagram 3.600 fotografie. E partono 204 milioni di email, mentre su WordPress, la piattaforma blog più utilizzata del mondo, vengono pubblicati 347 mila post.  Insomma: non basterebbero 24 ore per conoscere tutto quello che viene caricato sul Web in un solo minuto.

Ma ci sono anche altri dati. Google, la piattaforma informatica più importante del mondo, nel 2017 ha investito oltre il 70% del suo budget pubblicitario off line. Facebook per comunicare dopo lo scandalo dei dati ceduti a Cambridge Analytica, ha comprato le pagine dei più importanti quotidiani americani. Il celebre portale AirBnb, in America distribuisce una rivista cartacea.

Cosa voglio dire? Certamente non che bisognerebbe abbandonare l’on line. Ma semplicemente che affidare al Web l’intera comunicazione di un brand è follia.

Essere on line è utile per intercettare i clienti che hanno bisogno della nostra azienda.

Tuttavia l’on line deve avere un unico obiettivo: portare gli utenti all’offline il più velocemente possibile. Perché c’è un momento in cui l’azienda deve diventare reale e tangibile.

Noi di Zwan, per esempio, da oltre un anno abbiamo trasferito la comunicazione verso i nostri stakeholder interamente offline. All’inizio con una newsletter cartacea, poi col nuovo magazine che avete tra le mani.

reputazioneorg-209
a cura di Davide Ippolito

Condividi l'articolo

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email

Scopri il numero completo

Acquista la tua copia di Reputation Review per scoprire tanti altri contenuti
L'unica rivista italiana dedicata alla Corporate Reputation

Scopri l'ultimo numero

Interviste, storie di successo e l'attesissima classifica della reputazione delle testate giornalistiche.
In evidenza

Ultimi articoli

La REPUTAZIONE è tutto

Scopri l’unico metodo in Italia per la gestione della Reputazione tua e della tua organizzazione

Social

Categorie