Davide D’Atri Fondatore di Soundreef

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a cura di Elisabetta Colangelo

Davide D’Atri Fondatore di Soundreef

Davide d_Atri

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Diritto d’autore e Reputazione

 

Soundreef è un ente di gestione indipendente che opera in alternativa alle strutture tradizionali per la gestione dei diritti d’autore musicali. Nel mondo conta oltre 31 mila autori, di cui 14 mila italiani, tra i quali Fedez, J-Ax, Rovazzi, Enrico Ruggeri, Gigi D’Alessio, Dark Polo Gang, Biondo e moltissimi altri. L’ha fondato nel 2011 Davide D’Atri, attualmente amministratore delegato, e oggi uno degli imprenditori italiani più legati all’innovazione.

Reputation Review lo ha incontrato per una chiacchierata.

Soundreef è un nuovo gestore che è entrato su un mercato fino a poco tempo fa di completo monopolio Siae. In che modo avete costruito la sua Reputazione?

Abbiamo debuttato con tutti i problemi che può avere un’azienda giovane, peggiorati dall’incertezza normativa del nostro settore specifico, che ancora attende una direttiva chiara. Quindi abbiamo cercato di fondare la nostra Reputazione su un’attenzione maniacale verso il servizio al cliente. Tant’è che il nostro direttore prodotto è anche alla direzione del customer service, perché riteniamo assolutamente fondamentale avere un’interazione diretta tra lo sviluppo del prodotto e il feedback degli utenti. In secondo luogo, ci siamo assunti la piena responsabilità del nostro prodotto, tutelando l’utilizzatore dal punto di vista contrattuale e legale. Mi spiego: quando vendiamo una licenza includiamo nel suo costo anche l’assistenza legale gratuita, qualora qualcuno facesse obiezioni sulla sua validità. Terzo, essendo il nostro un settore molto tecnico, abbiamo provato a raccontarci in maniera semplice e sintetica, in modo che la stampa potesse far propria la nostra storia e divulgarla a un pubblico più vasto possibile.

Pensa che il pubblico vi abbia percepito correttamente?

Abbiamo fatto un buon percorso: eravamo una piccolissima società che affrontava il monopolio Siae, che invece era percepito come un pezzo di Stato. Ma sicuramente c’è ancora molto da fare.

Il vostro confronto con Siae sui media è stato spesso duro. Come lo ha gestito?

Avere un nemico potente e conosciuto da tutti è certamente molto complicato, ma da un certo punto di vista può aiutare. Perché quando ingaggi un confronto pubblico con un soggetto molto più importante di te, riesci a far raccontare la tua storia in contesti dove altrimenti non potresti mai arrivare.

“Davide” D’Atri contro “Golia” Siae?

Per un lungo periodo abbiamo utilizzato proprio questo tipo di strategia, per comunicare. Poi abbiamo lasciato perdere il “noi contro loro” per concentrarci su chi siamo e sui servizi che proponiamo.

Quali sono le peggiori crisi di Reputazione che si è trovato ad affrontare?

A un certo punto Siae ha cercato di fare passare un messaggio in cui insinuava che Soundreef è una società adatta solo alle grandi star, mentre il monopolio protegge i piccoli autori. Un messaggio che mi è dispiaciuto e con il quale l’ex monopolista ha attirato a sé i politici meno attenti. Invece, al contrario, noi siamo nati come società per i piccoli autori, ed è attraverso di loro che abbiamo raccontato la nostra storia nei primi anni. A quei tempi però Siae diceva che non eravamo validi perché non avevamo autori famosi.

Come vi siete difesi?

Abbandonando lo scontro e lasciando parlare il nostro prodotto. Per esempio abbiamo comunicato che noi rendicontiamo e paghiamo i piccoli concerti in 7 giorni, mentre il nostro competitor impiega tra i 12 e i 18 mesi. E che la nostra rendicontazione è analitica al 100%, il che vuol dire più soldi, mentre il 75 % degli utenti Siae non riesce a rientrare neanche dei costi della tassa di iscrizione che gli viene richiesta. E allora in che modo il monopolio protegge meglio i piccoli autori?

Le oscillazioni di Reputazione degli artisti che rappresentate, faccio un nome per tutti, Fedez, che spesso è coinvolto in grandi alti e bassi reputazionali, hanno conseguenze su di voi?

In generale un autore che perde o guadagna Reputazione ha un impatto negativo o positivo sulla vendita dei suoi dischi, sui download e via dicendo, di conseguenza guadagna meno soldi oppure di più, e quindi indirettamente coinvolge anche noi. È anche vero però che Fedez oscilla sempre a un livello altissimo, quindi almeno lui in particolare non ci preoccupa.

Come lavora oggi Soundreef per mantenere alta la sua Reputazione?

Personalmente ritengo che sia necessario uscire dal rapporto conflittuale con Siae, che ormai non ci è più utile, e parlare esclusivamente di chi siamo e della nostra identità. Dobbiamo chiudere con i messaggi di tipo idealistico, e indirizzare la comunicazione in ambiti più settoriali, targettizzati e tecnici, che si rivolgono direttamente agli autori musicali.

E che cosa fate per convincere i giovani a fidarsi di voi?

Come ho già detto, cerchiamo di comunicare al meglio possibile il nostro prodotto, perché il giovane autore oggi riesce a guadagnare denaro soltanto in tre modi: con i piccoli concerti, con i passaggi sulle radio locali e con l’online. La cosa migliore è fargli toccare con mano gli strumenti tecnici di cui disponiamo, rispetto al nostro concorrente.

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a cura di Elisabetta Colangelo

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