Compliance, compliance, compliance

Compliance rule law and regulation graphic interface for business quality policy planning to meet international standard.

Negli Stati Uniti, quando ci si riferisce a quali siano i fattori più importanti per determinare l’appetibilità di un immobile, si usa l’espressione “Location, location, location!”. Vuol dire che nel determinare il valore di un immobile mi dovrò riferire solamente al luogo in cui è collocato? Molto probabilmente no, ci sono fattori ulteriori che ne determinano l’interesse, tuttavia resta inevitabilmente quello più importante. Da questo aneddoto dell’inizio del secolo scorso nasce la nostra riflessione: ci siamo chiesti quale fosse l’area di intervento più importante di un’azienda, tale da manifestare all’esterno la propria affidabilità, solidità e proiezione consapevole verso il futuro. Semplice: Compliance, compliance, compliance!

La nascita del corso Compliance Manager

Su queste basi nasce il primo corso di Compliance Manager realizzato da Federprofessional, AIGA-Associazione Giovani Avvocati e Università di Perugia e grazie allo sforzo del Comitato Scientifico a cui prendono parte insieme al sottoscritto l’avv. David Satta Mazzone (Responsabile del Dipartimento Compliance Aziendale di AIGA Nazionale), l’avv. Alessandro Ciglioni (Componente del Dipartimento Compliance Aziendale di AIGA Nazionale e Presidente AIGA, Sezione di Perugia), nonché, con estremo piacere, il Professore avv. Carlo Fiorio (Ordinario di Diritto Processuale Penale presso l’Università degli Studi di Perugia) e l’avv. Marco Paone (Professore a Contratto presso l’Università degli Studi di Perugia).

Perché la Compliance come pilastro dell’azienda? Semplice, fino alla metà del 2010 il tema del rispetto normativo e di governance delle aziende non era oggetto di valutazione nella analisi da parte degli investitori. Oggi, i dati ESG (Environment, Sociale, Governance) sono ampiamente utilizzati: il rispetto delle politiche ambientali, le azioni a tutela di lavoratori e consumatori, la trasparenza nella gestione e amministrazione dell’impresa non sono più per l’imprenditore adempimenti necessari (e mal sopportati) cui far fronte, ma asset determinanti per la solidità e la crescita dell’azienda.

Diventa sempre più importante per le società (imprese) e per la società (consumatori, dipendenti,  governi) puntare a una crescita rispettosa e trasparente piuttosto che a profitti di breve periodo. In altre parole: le aziende devono crearsi una reputazione! La sfida è quindi quella di formare dirigenti capaci di gestire le normative, ma soprattutto le persone e le dinamiche che investono scelte i cui risultati non sono immediati. Questo significa avere le competenze per saper gestire e cogliere i benefici di politiche interne di compliance, saperli comunicare e non farsi travolgere da delusione o, peggio ancora, rabbia per il mancato raggiungimento di risultati che non possono essere immediati in un mondo moderno che vuole tutto e subito.

La struttura del corso

Le aree di intervento sono innanzitutto quelle legate alle principali normative di settore: Responsabilità degli enti (D.Lgs. 231/01), Sicurezza sul lavoro, Protezione dati, sicurezza informatica, antiriciclaggio, protezione segreti commerciali e IP, normativa bancaria e finanziaria, sistemi di gestione ISO. Ma, come detto sopra, il Compliance Manager è una figura strutturata che non può limitarsi a un apporto tecnico: capacità di relazione, leadership, empatia e visione hanno pari dignità nella formazione di una figura che avrà sempre più peso nelle scelte anche imprenditoriali di un’azienda. Pertanto, sono previste numerose ore di formazione anche in tema di leadership, capacità di comunicazione, laboratori di scrittura, coaching e anche mindfulness applicata al business.

Per questo è stata individuata una squadra docenti di altissimo livello tra i quali, con estremo piacere, fa parte Davide Ippolito, uno dei massimi esperti di reputazione in Italia. Il percorso, che già in epoca pre Covid19 era stato pensato online per consentire la partecipazione da tutte le parti di Italia a professionisti, dirigenti e studenti, si concluderà con stage, per chi lo desidera, presso aziende presenti su tutto il territorio nazionale.

Il Compliance Manager

Comunicare politiche di miglioramento, di rispetto delle norme o di difesa dei diritti è un primo passo non più sufficiente: a queste buone intenzioni devono poi seguire risultati specifici e misurabili. Per questo motivo è necessario avere competenze trasversali e multidisciplinari, comprendere il linguaggio della direzione, ma anche degli shareholder e degli stakeholders. In due parole, è necessario essere Compliance Manager.

È necessario entrare nelle dinamiche aziendali e saper essere portatori dei valori del rispetto delle normative e degli interessi diretti e indiretti degli stakeholders creando un clima di adeguamento e sicurezza inclusivo, soprattutto con i dipendenti.

Il Compliance Manager si occupa di supportare l’Azienda adeguando i sistemi organizzativi e le relazioni aziendali, stimolando nei colleghi le energie e l’impegno necessari a supportare i valori dell’impresa.

Questo non significa che la Compliance aziendale sia il fattore più rilevante nel determinare il valore di un’azienda (in termini economici, sociali e reputazionali), ma sicuramente in breve tempo diverrà uno degli asset più rilevanti: Compliance, compliance, compliance!

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