Mario Boselli • Italia – Cina: la cultura è la chiave dello scambio

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Imprenditore tessile, Presidente onorario della Camera nazionale della moda, Mario Boselli presiede attualmente la Fondazione Italia Cina che, dal 2003, favorisce gli scambi economici, politici e culturali tra i due Paesi, e l’Istituto Italo Cinese.

Che cos’è per lei la Reputazione?

La Reputazione è una storia di coerenza con i propri valori.

La Reputazione Italiana in Cina è molto alta. Il suo doppio ruolo di Presidente della Fondazione Italia Cina e dell’Istituto Italo Cinese le fornisce uno sguardo più ampio sui rapporti tra i due Paesi. A suo parere, che momento storico è questo?

Ho molto rispetto per la storia della Cina. Quando si parla dell’attuale potenza cinese, non si può prescindere dalla storia millenaria di questo grande Paese, che frequento da 40 anni, come imprenditore e in rappresentanza di grandi realtà come il Pitti di Firenze e la Camera della Moda, che rientrano di diritto in una delle tre ‘F’ dello stile italiano, ovvero il Fashion, appunto, il Food, che comprende anche il vino, e il Furnishing, l’arredamento. In questi tre ambiti, siamo in cima alle aspirazioni della popolazione cinese da sempre, soprattutto in termini di stile di vita e acquisti. In questo periodo storico dobbiamo convivere con un’operazione di rilancio collettivo, che riguarda sia l’Italia che la Cina. È il momento di ricostruire. A volte cito il Covid-19 come fosse una guerra che ha causato molti danni. Non abbiamo subito danni alle strutture, ma bisogna comunque ‘ricostruire’: questo è lo spirito che deve animare la solidarietà tra i due Paesi. E dobbiamo farlo subito.

In questo momento di ripartenza, che opportunità ci sono per le imprese italiane in Cina (sia in entrata che in uscita)?

Bisogna partire da un dato oggettivo: osservando i numeri, il saldo attivo della bilancia commerciale è incredibilmente a favore della Cina. È tempo di riequilibrare questa situazione. Per ottenere un tale risultato, è necessario che la Cina acquisti sempre più prodotti italiani, negli ambiti delle tre F e nei settori industriali, della meccatronica e della farmaceutica, nei quali l’Italia eccelle. A novembre si terrà il China International Import Expo di Shangai, che rappresenterà una grande opportunità per incrementare l’import di prodotti. Questo evento, di grande rilevanza, vedrà l’impegno diretto della Fondazione Italia Cina, con l’obiettivo di favorire la partecipazione dell’industria italiana. Probabilmente si tratterà di una delle prime fiere internazionali del post Covid e le aziende italiane hanno il dovere di onorare le grandi aspettative che la Cina ha nei nostri confronti.

La Cina non è più la ‘cheap China’ di cui si parlava fino a qualche anno fa. Quali sono le vie per una migliore collaborazione tra la Cina e l’Italia?

La conoscenza reciproca. Sono stato in Cina così tante volte, quasi da non ricordarle tutte, ma a ogni viaggio scopro qualcosa di nuovo. Bisogna dunque sviluppare ancora la conoscenza dei due Paesi. Solo in questo modo, potremo comprendere maggiormente le necessità e i bisogni reciproci. La strada da percorrere è il dialogo costante, anche attraverso viaggi, appena sarà possibile, mostre e scambi culturali continui. La cultura può aiutare le interazioni in tutti gli ambiti, anche quello economico.

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