Leonardo Di Caprio, la mia battaglia per il clima

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a cura di Elisabetta Colangelo

Leonardo Di Caprio, la mia battaglia per il clima

Leonardo Di Caprio la mia battaglia per il clima

Tra gli ultimi appelli ai suoi fan c’è quello a rinunciare agli hamburger almeno una volta a settimana per combattere il cambiamento climatico, in accordo coi messaggi recentemente lanciati da Bill Gates che esortava i Paesi ricchi a consumare solo carne vegetale. La superstar Leonardo DiCaprio è una delle grandi personalità internazionali che da sempre si battono in difesa dell’ambiente. Con la sua Leonardo DiCaprio Foundation (leonardodicaprio.org) promuove decine di cause a favore della natura, ha addirittura acquistato un’isola sulle coste del Belize per impedire la distruzione delle sue mangrovie, e appena si è insediato il neo presidente degli Usa Joe Biden, gli ha fatto recapitare una lettera (firmata, tra gli altri, anche da Mark Ruffalo, Jane Fonda e Natalie Portman) nella quale gli chiedeva di impegnarsi nella lotta contro il cambiamento climatico perché «i prossimi decenni sono quelli decisivi nella storia della nostra umanità».

Da dove nasce il suo interesse per la questione ambientale?

La scienza e la biodiversità mi hanno affascinato fin da quando ero un bambino, a Los Angeles abitavo vicino al Museo di Storia Naturale e ci andavo spesso a guardare i documentari sulla natura. Dopo aver girato Titanic mi ero preso una pausa e decisi di dedicarmi a quella mia antica passione. Poco dopo mi capitò di incontrare Al Gore alla Casa Bianca – parliamo di più di 20 anni fa e lui mi disse: se ti interessa difendere l’ambiente occupati del cambiamento climatico, è una cosa di cui nessuno parla ma rappresenta la minaccia più grande. Insomma, mi ha indicato la strada. In seguito ho creato la mia fondazione, e ho cominciato a sensibilizzare le persone.

Che cosa la preoccupa di più oggi?

Ancora il cambiamento climatico, purtroppo, perché non abbiamo fatto grandi passi avanti, nonostante l’accordo di Parigi. L’amministrazione Trump non se ne è occupata, i governi internazionali, le aziende e il settore privato non rispondono come dovrebbero. Io faccio quello che posso attraverso i social e la mia fondazione, ma la gente deve scendere nelle strade e far sentire la propria voce se non vuole che a vincere siano gli interessi dei grandi gruppi di potere. Abbiamo tutti un ruolo da svolgere nel salvare il nostro Pianeta e ci sono passi concreti che dobbiamo compiere per accelerare l’adozione di tecnologie energetiche rinnovabili e pulite. In particolare però, è un compito di cui devono farsi carico i giovanissimi, perché saranno loro i più colpiti dal problema.

La Leonardo DiCaprio Foundation esiste ormai da quasi 23 anni, qual è l’iniziativa della quale si sente più orgoglioso?

Il sostegno alle comunità indigene. In Brasile, per esempio, dove l’amministrazione Bolsonaro sta cercando in ogni modo di mettere le mani sulle aree dell’Amazzonia attualmente protette, per avviare lo sfruttamento minerario e destinarle all’allevamento del bestiame. Il che avrebbe come risultato non solo un disastro ambientale e la perdita di uno degli ultimi “polmoni” del Pianeta, ma anche la disintegrazione del tessuto sociale delle tribù che ci abitano. Motivo per il quale proteggerle e dar loro un sostegno è doppiamente importante.

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a cura di Elisabetta Colangelo

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